Cuddure e Caremme, la Pasqua pagana made in Salento

Siamo in clima pre-pasquale. Invece della solita Colomba, è tempo di cuddure nel sud, dolci di pasta frolla decorati con uova sode, dalle forme simboliche: bamboline, trecce, pesci, galletti, ceste per augurare fecondità. Una ricetta che risale ai tempi del paganesimo, quando le donnine le preparavano per entrare nelle grazie di Proserpina e Cerere. A Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce, hanno dedicato a questa specialità addirittura una sagra (4 aprile) dove si potrà seguire la preparazione del dolce nei forni aperti per l’occasione.

Sempre se siete dalle parti del Salento, in questi giorni, ammirerete un altro rito pagano, quello delle caremme, sospese in aria nei vicoli dei centri storici, da una finestra all’altra. Le caremme altro non sono che dei fantocci di paglia, vestiti da vecchine inquietanti e suggestive, con abiti scuri e col fazzoletto in testa che vengono bruciate il giorno di Pasqua per esorcizzare il male e liberarsi dalla sofferenza e dalla miseria. Tuglie, detto anche paese delle caremme, dedica a questo rito un concorso con focareddha e premiazione finale, il giorno della vigilia di Pasqua (7 aprile), alla più brutta e spaventosa vecchina di paglia. Naso in sù per non perdervele e naso nei forni per apprezzare il dolce profumo delle cuddure.

7 Replies to “Cuddure e Caremme, la Pasqua pagana made in Salento”

    1. ciao Francesca, grazie mille!
      Andrò volentieri a leggere il tuo blog, il nome già mi piace 😉
      Ricambio gli auguri anche se con ritardo…

  1. grazie!!! 🙂
    ci sono diverse usanze al sud, vecchie di secoli, che in pochi conoscono. meritano tutte un post. proverò a menzionarle un po’ alla volta

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