Pasta alla Corte d’Assise, un delitto non mangiarla

Mi piacerebbe tanto un giorno poter visitare quel paradiso delle Cascate del Niagara. Nel frattempo mi accontento di vedere la versione ridotta dalle parti di Reggio Calabria. La Cascata del Marmarico di Bivongi, la più alta d’Italia coi suoi 114 metri, non avrà l’imponente portata d’acqua delle cugine americane ma è pur sempre una delle “meraviglie italiane”, riconoscimento ottenuto in occasione del 150° dell’unità d’Italia. Per arrivarci occorre salire in jeep, il servizio costa € 7 a persona, e poi percorrere un tratto a piedi nel bosco. Una volta arrivati, se le temperature lo consentono – attenzione l’acqua è gelida anche in agosto – si può fare il bagno nel laghetto.

Dopo il trekking, un altro sport praticato nella zona, come in molte altre zone del sud, specialmente nei centri storici, è il watching. Vecchine sedute sull’uscio di casa, per le stradine di Bivongi, vi scruteranno incuriosite dal basso delle loro seggioline, pronte a darvi indicazioni nel caso ne aveste bisogno. Se chiedete suggerimenti per un boccone, saranno d’accordo nel segnalarvi La Buca del Re nella vicina Stilo, in una caverna di tufo, dove è dovere mangiare la pasta alla Corte d’Assise, cotta nel sugo, senza essere pre-bollita nell’acqua, insaporita con peperoncino e formaggio. L’udienza è tolta, la corte si ritira per mangiare.

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